708 124. Un frate di spirito e che viveva da molti
anni nell'Ordine, era afflitto da una forte tentazione della
carne e sembrava quasi inghiottito nel vortice della disperazione.
Ogni giorno gli si raddoppiava la pena, mentre la coscienza,
più scrupolosa che delicata, lo spingeva a confessarsi
di un nonnulla. Perché, a dir vero, non ci si dovrebbe
confessare con tanta premura di avere una tentazione, ma se
mai di aver ceduto, anche poco, alla tentazione. Egli poi
provava tanta vergogna, che per timore di rivelare tutto ad
un solo sacerdote - tanto più che erano solo ombre
- divideva in più parti le sue ansie e ne confidava
un po' agli uni e un po' agli altri.
Ma mentre un giorno stava passeggiando con Francesco, gli
dice il Santo: «Fratello, ti ordino di non confessare
più a nessuno la tua tribolazione. E non aver paura,
perché ciò che avviene attorno a te, senza il
tuo consenso, ti sarà attribuito a merito, non a colpa.
Ogni volta che sarai nell'angustia, dì con il mio permesso
sette Pater Noster».
Meravigliato come il Santo avesse conosciuto tutto, fu ricolmo
di gioia e poco dopo si trovò libero da ogni tormento.